| LA PAROLA DEL VESCOVO DI SAN PEDRO
Omelia pronunciata da Mons. Barthélemy Djabla,
vescovo di San Pedro in Costa d'Avorio, alla Messa dei funerali di P. Secondo.
Al seguito degli Apostoli, i missionari hanno annunciato la Buona Novella di Gesù
Cristo in terre lontane...Allora "il loro grido risuonato in tutta la terra, le loro parole
fino in capo al mondo". (Rom.10/18)
Vocazione e servizio in Africa
Padre Secondo Cantino, membro della SMA, ha terminato la sua missione in
terra...Già da piccolo nel suo paese natale, Frinco d'Asti, egli sentiva il richiamo
di Gesù Cristo:"...vieni e seguimi". Allora lasciò la sua famiglia e seguì
Gesù per diventare "pescatore di uomini", per farsi missionario e andare ad annunciare
il Vangelo in Africa.
Nacque a Frinco d'Asti, il 17 gennaio 1938, dopo la formazione al seminario diocesano di
Asti, entrò nel noviziato della S.M.A. a Chanly (Belgio) nel 1958. Poi seguì
la teologia dal 1959 al 1963 a Lione. Con i confratelli di corso, i padri Giacomo Bardelli
e Lorenzo Rapetti, ricevette l'ordinazione sacerdotale, a Lione, il 6 gennaio 1963. Dopo
aver preso la laurea in filosofia alla Gregoriana nel 1965, fu mandato in missione in Costa
d'Avorio nel 1966. Arrivò alla parrocchia di Groh-Hiré(diocesi di Gagnoa).
Nel 1973 partecipa all'Assemblea generale della SMA a Roma. Nel 1974, tornato in Costa
d'Avorio esercita il suo ministero nella parrocchia di Koun-Abronso (diocesi di Abengourou).
Dal 1980 al 1984 è economo alla casa SMA di Genova, in Italia...Infine in aprile del
1984 torna in Costa d'Avorio ma questa volta a San Pedro. Responsabile della parrocchia
di Nostra Signora del mare di Grand-Béréby, fu nominato nel 1991, parroco
della parrocchia Nostra Signora di Fatima di Seveké nella nuova diocesi di San
Pedro. Scaricato dalla responsabilità di parroco nel 1995 per motivi di salute,
continuò a vivere a Seveké con i confratelli della SMA.
Il rientro e la malattia
Nell'agosto 1997 lasciò la Costa d'Avorio per tornare in Italia.
Il 15 gennaio 1998 subì l'asportazione di un polmone all'ospedale di Genova.
Padre Cantino seppe vivere cristianamente il suo stato di malato grave, con buon umore
e solidità morale. Pensava sempre all'Africa che amava tanto. L'11, 12 e 13
novembre u.s. venni a fargli visita a Genova. Questo lo confortò molto,
perché forte era il suo desiderio di rivedere i fratelli africani. Mercoledì
11 novembre 1998, su sua richiesta, P.Carminati ed io l'abbiamo accompagnato al santuario
mariano di Nostra Signora della Guardia di Genova. Là, ai piedi della Vergine, ci
ha invitati a recitare una decina di rosario. Io ho diretto la preghiera. Possiamo dire
che padre Cantino si era filialmente affidato alla Madonna, quel giorno, in maniera
definitiva. Era come il suo "viatico". Infatti, pochi giorni dopo, precisamente domenica
15 novembre 1998, il nostro missionario Secondo Cantino si addormentò nel Signore.
La sua vita: un dono per gli altri
Nella sua vita di prete missionario ha concentrato i suoi sforzi sull'opzione
preferenziale della Chiesa verso i poveri. I poveri sono: i bambini dei nostri quartieri
più popolosi e delle campagne, gli abitanti delle bidonville come il Bardot di San
Pedro. E' là, nel Bardot, che padre Cantino ha scelto il suo domicilio creandovi la
"Mission parterre". Voleva dividere ogni giorno "le gioie e le speranze, le tristezze e
le angosce" (G.S.1) dei piccoli, dei poveri e portare loro in modo originale, in campo
materiale e spirituale, il suo aiuto di pastore.
I poveri, come anche i malati, i vecchi, i bisognosi. Vivendo in mezzo a loro sentiva
vibrare dentro di se la parola di Gesù: "Avevo fame e mi avete dato da mangiare...,
ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato...
In verità vi dico, ogni volta che l'avete fatto a uno di questi piccoli che sono
miei fratelli, è a me che l'avete fatto". Mt.25,35...40.
Non ho più nulla
Con l'aiuto della sua famiglia e dei suoi amici italiani, padre
Cantino ha realizzato a San Pedro "l'adozione a distanza" di un gran numero di
bambini africani. Così a San Pedro, decine di bambini hanno potuto andare
a scuola, crescere in buone condizioni e imparare un mestiere. Padre Cantino era
talmente sensibile ai bisogni e alla sofferenza dei poveri che si spogliava per
soccorrerli e farli felici. Un giorno che parlavo con lui alla missione di Seveké,
mi disse tutto angosciato: "Monsignore, una giovane donna deve farsi operare di un fibroma.
E' bisognosa e al momento anch'io non ho più nulla. Cosa fare per salvare questa
donna?" Gli risposi:" Padre Cantino, mi hanno appena donato un assegno di 220.000F CFA
per la Caritas. Eccovi il denaro. L'infermiera suor Donata e voi stesso, chiamate il
medico per salvare questa giovane donna". Così fu fatto e la nostra paziente
ebbe salva la vita. Questo è solo l'aspetto sociale del suo apostolato.
Amava visitare i villaggi
Ma l'aspetto essenzialmente pastorale del suo ministero ha occupato
una grossa parte della sua vita di prete missionario. A Groh-Hiré, a Koun-Abronso,
a San Pedro, padre Cantino ha lavorato con i confratelli preti e i religiosi al risveglio
e all'organizzazione delle vocazioni sacerdotali e alla formazione dei catechisti.
Ha predicato il Vangelo e distribuito i sacramenti della Chiesa alle anime a lui affidate.
A San Pedro città, nei suoi andirivieni tra il Bardot e Seveké, ascoltava
alcuni, pregava con altri, visitava i malati; era il padre di tutti. Amava molto le visite
pastorali nei villaggi: Grigouadji, Djapadji, Dagadji…. Inviato come missionario verso i
fratelli africani, ha annunciato loro la Buona Novella di Gesù, in città e
campagne, affrontando le difficoltà della vita missionaria. "Come sono belli i
piedi dei messaggeri della Buona Novella".Is.52,7.
Prete accogliente, attento a tutti, disponibile, disposto ad ascoltare chiunque,
servizievole, molto generoso, padre Cantino aveva molte qualità. Si spendeva giorno
e notte per gli altri...ma come tutti gli esseri umani, aveva anche i suoi difetti, le sue
debolezze. Per questo, in questa eucarestia, noi imploriamo per lui, la misericordia del
nostro Redentore Gesù Cristo.
L’amore per l’Africa
A lei, padre Gerardo Bottarlini, superiore provinciale di Genova, a voi
preti della SMA, attraverso la mia voce, la diocesi di San Pedro porge le sue condoglianze.
Aggiungiamo le nostre preghiere alle vostre per il riposo dell'anima del nostro caro missionario
Secondo Cantino. A lei, sig. Cantino, a sua moglie Maria, a tutti i membri della famiglia
Cantino, a voi tutti nativi del paese di Frinco d'Asti, il vescovo di San Pedro esprime la
sua partecipazione. La divina provvidenza ha voluto che fossi presente alle esequie di
padre Secondo, qui, a Genova, in mezzo a voi. Con questo segno Dio vuole dirci che vostro
fratello, vostro figlio Secondo, amava profondamente l'Africa, che ha dato la sua vita per
l'Africa... e che anche voi, con le vostre preghiere e i vostri doni, avete partecipato
attivamente al suo apostolato missionario, a San Pedro. Nella fede a Cristo morto e risorto,
offriamo questo Santo Sacrificio al Padre attraverso Cristo e nello Spirito Santo, per il
riposo eterno di padre Cantino. Che Gesù ora, gli doni la ricompensa promessa a
coloro che hanno messo in pratica la sua parola: "Avevo fame e mi avete dato da mangiare...
ero malato e mi avete visitato...ogni volta che avete fatto ciò a uno di questi
piccoli, che sono miei fratelli, l'avete fatto a me". Mt.25,35-40. Padre Secondo Cantino,
riposa in pace.
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