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IL PICCOLO DI DIO:
Ho nel cuore - e tale resterà per
sempre - il volto sorridente di Secondo, le sue battute, la sua semplicità
di "piccolo di Dio"; forse è per questo che quel corpo adagiato, seppur
dignitosamente rivestito dell’abito sacerdotale, non riusciva a portarmi
famigliarità.
Tenerezza, debolezza e umiltà di Dio
Chi avesse conosciuto Secondo in vita, nella pienezza
della sua vita, e lo trovasse ora così, svuotato dalla morte non potrebbe non
aver certezza dell’immortalità dell’anima, dell’eternità dell’amore,
perché non è davvero possibile che tutta quella potenza di Bene svanisca
nel nulla e lasci solo "una veste".... quanta tenerezza una tale debolezza, l’umiltà
d’accettare che la Potenza di Dio - come diceva lui - operi come vuole, nella guarigione
o nella morte... Al di là dell’affetto, della simpatia, della gratitudine per averci
accolto (lui che amava gli ultimi amava pure i... penultimi) e per essere stato un modello
per i nostri figli, al di là di tutto ciò resta la grande testimonianza di
lode di quest’uomo.
L’amore di Dio lo avvolge
Sono sue parole, dopo l’intervento: "Il cancro mi ha
svelato l’amore di Dio che mi avvolge, io mi sento abbracciato dall’amore di Dio,
io sono rinato, ho capito, sento, comprendo che Dio mi ama!" E ancora a una settimana
dalla morte termina una telefonata con una battuta:" A carte perdo sempre perché
sono troppo fortunato in amore!"
Caro Padre, che si affidava al nostro figlio Gabriele perché
sa che le preghiere dei bambini volano dritte al cielo! Ci sembra che in questo ultimo
periodo - pur rimanendo così semplice e capace di godere delle piccole cose della
vita, si fosse affinato, contemplasse l’amore di Dio ovunque, si fortificasse nella fede
aggrappandosi all’amore di Dio con tutte le sue forze.
Viene da piangere ma sappiamo come lui preferisse il canto e le danze
africane e mi consola molto pensare che laggiù c’è chi lo canterà e
danzerà così, con una festa per celebrare l’ingresso alla vita.
Grazie per aver creato la rete di "adozioni a distanza" per
continuare l’opera di P. Secondo: da oggi, sicuramente, con un "protettore" in
più.
Ilaria Dapino Aluigi (GE)
Una luce si spegne e una stella
si accende
il Gruppo Missionario Adulti della Parrocchia "S.S. Nome di Maria" si
unisce al vostro dolore per la morte di padre Secondo. Si è spenta una luce nel
mondo, ma si è accesa una stella in Paradiso. Prima lavorava nella vigna del Signore
con le forze e la volontà di un uomo, ora nella Pace eterna ed infinita di Dio,
raggiunge in spirito tutto e tutti ed interviene dove l’uomo con i suoi limiti non può.
Un amore che riempiva il cuore
Il vuoto che ha lasciato diventa ancor più profondo
perché tanto è il bene che padre Secondo, per Grazia del Signore, ha potuto
fare su questa terra. "Per coloro che amano Dio tutto confluisce in bene". Ed è
proprio l’amore per Dio e l’amore di Dio che hanno riempito il suo cuore fino a farlo
traboccare d’amore per i più poveri, gli emarginati, gli ultimi. Questo grande
amore dispensato gratuitamente e generosamente ha fatto si che dove c’erano povertà
e aridità fiorissero gioia e speranza.
Il cuore del missionario
Il bene non va mai perduto e perciò padre Secondo
nella sua malattia e nella sua morte è stato sicuramente accompagnato e sorretto
da tutte quelle persone che in qualche maniera sono state beneficate dal suo grande
cuore di missionario. Proprio perché le sue opere, la sua evangelizzazione
possano continuare e rendere un po’ più felici tanti uomini che ancora soffrono
per l’ingiustizia e l’egoismo umano o che ancora non sanno che c’è un Dio che li
ama individualmente di un amore senza limiti, preghiamo insieme, nella certezza che
anche padre Secondo, pregherà con noi.
Per il Gruppo Missionario Parrocchia SS Nome di Maria
Elena Venuto (TO)
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