LA VOCE DEI TESTIMONI

Il Cugino diacono ai funerali

Sono stato ordinato Diacono della diocesi di Torino, proprio domenica scorsa, alla stessa ora in cui Padre Secondo ritornava alla Casa del Padre. Il giorno precedente mi aveva telefonato, e tra le altre cose mi aveva detto: "Non sai quanto vorrei venire alla tua ordinazione, ma purtroppo la chemioterapia mi ha lasciato solo più con 1000 globuli bianchi, ma ti sarò vicino ugualmente; vedrai, sarà una grande grazia, in quanto a me ... sarà ciò che il Signore vorrà. Mentre io dicevo "eccomi" al mio Vescovo, tu dicevi "eccomi" al Padre.I tuoi confratelli che ti hanno tenuto la mano fino alla fine mi hanno detto che la tua Fede non ha ceduto. A tutti noi, che in genere temiamo questo ultimo atto, hai testimoniato che è possibile sperare e credere fino in fondo alle parole di Gesù: "Io vado a prepararvi un posto". Così non ti diciamo addio, ma arrivederci Secondo. E se puoi trovaci un posto vicino a te.
Francesco, cugino di Padre Secondo.



La tua fiducia in Dio ci accompagna

Ciao Secondo,
poche righe, troppo poche, per dirti quanto dal nostro cuore vorremmo urlare a tutto e a tutti quanto ci mancherai e quanto di te vive nei nostri pensieri e nei nostri gesti quotidiani.
La tua semplicità, la tua capacità di sentire e il tuo amore, hanno aiutato e guidato tanti e in tante parti del mondo.
Dobbiamo anche a te il nostro essere felici oggi con i nostri figli e di questo non ci sono parole per ringraziarti, ma siamo sicuri che il tuo dolce sorriso e la tua infinita fiducia in Dio e nel prossimo, ci accompagneranno nel proseguo del nostro cammino, così, come siamo sicuri del tuo posto nei nostri pensieri.
Ci piace immaginarti al nostro tavolo della vita, per consumare con noi le gioie, le tristezze e l'amore che la vita ci riserverà
Te ne sei andato in punta di piedi, senza far rumore, ma sei e sarai sempre con noi.
Ciao Secondo, alziamo e beviamo con te dal calice dell'eternità dell'anima.

Lucia e Lorenzo



Una preghiera incarnata

Padre Cantino,

avevo progettato di scriverti da quando sei partito per curarti in Europa. Ho sempre posticipato all’indomani, dicendomi che scrivere era accettare la tua partenza come se fosse definitiva e che saresti tornato presto fra noi.
Sei partito senza lasciare indirizzi terrestri, ma so che tu leggerai questa lettera con noi e saprai quanto ci rincresce la tua assenza. Quando mi è stata annunciata la natura della tua partenza mi sono detta: "pregherò perché Dio le apra la porta di casa sua".

Una fiaccola che passa in un'altra mano
Ma Dio ti ha richiamato il giorno preciso dove un uomo della tua famiglia era ordinato Diacono. La fiaccola passava in un’altra mano più robusta. Tu avevi guadagnato il diritto al riposo, ero talmente persuasa che avevi trovato spalancata la porta del cielo, che mi sono detta: "Debbo trovare qualcosa di meglio da fare che una semplice preghiera".
Ho allora pensato a quello che tu avevi detto alla Suora scherzando a proposito della preghiera.

Il primo miracolo
Caro Padre Cantino - dicevi ridendo - che dall’inizio della tua malattia, i tuoi amici bianchi di San Pedro si erano messi a pregare per una pronta guarigione, e questo era un gran miracolo. Allora ho pensato che una buona azione avrebbe lo stesso valore di una preghiera, e che questo ti farebbe piacere perché sei partito il giorno della festa della pace.
Ho dunque fatto la pace con uno dei miei dipendenti contro il quale avevo accumulato troppo astio. Gli ho detto: "ti perdono, metterai questo sul conto di Padre Cantino; è il suo miracolo.

Dopo il secondo miracolo: Offrire la pace
Ho continuato a riflettere e mi sono detta che se Dio aveva preso il tuo tempo e aveva scelto il giorno della pace con precisione per richiamarti a Lui, era perché i tuoi amici neri o bianchi possano ricordarsi che la pace non è una parola come diceva un nostro vecchio avoriano, ma la pace è un comportamento.
Ecco perché oggi, Padre Cantino, ti offro in regalo un nostro messaggio di pace, a nome di tutta questa piccola comunità. Perché ognuno guardi in fondo al suo cuore e possa offrire la pace ai suoi simili. Perché ognuno non si consideri come un giudice, ne giustiziere del suo vicino, ma sappia vivere come vero cristiano, in pace nel suo focolare e nella sua comunità.

Il terzo miracolo
Se tu riesci ad aiutarci a realizzare questo, caro amico, sarà il nostro terzo miracolo e potremo lodare il Signore e uscire da questa chiesa a testa alta e il cuore in festa.
Ogni cristiano sa che la morte del nostro corpo non è tristezza in quanto l’angelo ci apre il cammino verso Dio.
E’ la morte della nostra anima che è triste quando si allontana dal nostro Creatore.
Caro Padre Cantino, non sei stato solo per noi un prete e un confessore, ma un amico e un confidente sempre pronto ad aiutarci. Poiché sei nostro amico e altolocato lassù, abusiamo ancora una volta della tua forza, rendici un ultimo servizio. Offri a Dio il nostro messaggio di pace.

Desi



Un'eredità da continuare

Per molti di noi il legame con padre Secondo nacque tanti anni fa, senza averlo mai conosciuto di persona.
Condividemmo i suoi progetti e le sue opere, con una sollecitazione spontanea, indipendente dalle scelte di fede di ciascuno.
La sua figura ci trasmetteva la semplicità, che tutti noi cerchiamo con tanto affanno e fatica.
Il suo addio prematuro non ci ha lasciati drammaticamente sconcertati. E' come se egli stesso ci avesse rassicurati sulla sua e nostra esistenza.
Ci sentiamo anche noi un po' eredi del suo grande impegno di vita nei confronti di quella parte del mondo, purtroppo molto vasta, dove la nostra mente si cala con difficoltà per l'imbarazzo di trovarsi smarrita e impotente.
Proprio perché desideriamo continuare nel nostro piccolo, ad essere suoi amici, così come lui ci ha ricordato nelle ultime lettere, vogliamo continuare ad essere vicini ai fratelli missionari di padre Secondo, portando avanti quei progetti che sono la sua ricca eredità.

I colleghi della sorella Teresa



NELLA GIOIA INFINITA DI DIO

Sei stato un grande dono per la SMA e anche per noi di San Domenico Savio. Abbiamo la gioia di averti accolto nella nostra comunità e di aver collaborato con te per diversi anni con la nostra amicizia, la nostra preghiera, le quaresime di Fraternità.

Un dono per noi

Ti ringraziamo per quanto ci hai donato: la tua amicizia, i tuoi brucianti messaggi nelle giornate missionarie, la tua splendida testimonianza di vita, il tuo entusiasmo per l'Africa, la tua passione per Gesù.
Hai sempre dato il meglio di te stesso per i fratelli africani, per loro hai consumato la tua vita. Ci dicevi sempre: E' meglio morire giovani dopo aver dato tutta la vita per gli altri, che diventare vecchi conservando la propria vita. E tu sei morto "giovane"perch´ non ti sei mai risparmiato.

Parola e carità

Tu ci insegni che la bella notizia del Vangelo si annunzia con la parola, ma sempre accompagnata dalla testimonianza della carità. Forse non hai letto il documento dei Vescovi "Evangelizzazione e testimonianza della carità, ma la tua esperienza ti ha insegnato che questa è l'unica strada da percorrere per annunziare efficacemte il Vangelo.
Tu hai semplicemente seguito l'esempio di Gesù che predicava, ma nello stesso tempo compiva le opere dell'amore.

Le opere parlano

Quante opere in Africa parlano di te. Tutte segni della tua solidarietà, del tuo amore per tanta gente che soffre. Ormai non ti vedremo più fra noi, ma in Dio tu sarai sempre con noi. Ti affidiamo la nostra comunità che hai sempre ammirato ed amato. Aiutala a fiorire nella fede, nella speranza, nell'amore.

I tuoi amici
di San Domenico Savio



Voci dall'Africa e d'altrove

Ho condiviso parecchio con lui quando ero a GROH nel 1969-70. Quanto tempo dato ai poveri, ai piccoli, ai malati di AIDS... per amore di Gesù e del suo Vangelo.
Rimanevo edificato dalla sua disponibilità e dalla sua accoglienza, sempre pronto a rendere servizio quando si trattava di aiutare qualcuno senza contare il suo sudore e la sua sofferenza.
Ha lavorato tantissino a San Pedro, anche durante la sua malattia. Adesso costruisce la sua beata eternità perché era paziente, misericordioso e compassionevole alla maniera di Gesù.
Oggi saprà intercedere per noi. Porterò per lungo tempo la sua testimonianza in me anche perché ci ha mostrato il cammino più perfetto.

Jean Charrier



Cari Confratelli,
Secondo Cantino è entrato nella gioia del Padre. È accolto da tanti diseredati e mariganilizzati ai quali ha teso la mano durante tutta la sua vita, che ha guardato con amore, ai quali ha rivelato il volto di Dio attento all'uomo e misericordioso.
Condivido la vostra azione di grazie e anche la vostra sofferenza.
Consolatevi pensando che non soffre più, ma che meraviglioso confrtello avete avuto!
Vi saluto fraternalmente e vi assicuro il mio miglior ricordo. Uniti nella preghiera.

Claude Nachon
GUADELOUPE