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Un po’ di storia Lo
Zambia raggiunge l'indipendenza dalla
colonizzazione inglese nel 1964.
L'attuale superficie corrisponde all'antica Rhodesia del Nord, un vasto
territorio affidato dalla corona inglese a Cecil Rhodes, l'uomo d'affari che
avviò lo sfruttamento delle materie prime presenti nella regione. Dopo
un trentennio di regime politico dell’UNIP (partito unito dell’indipendenza
nazionale), nel 1991 è stata approvata la costituzione, che ha istituito una
forma di repubblica multipartitica, in cui il Presidente della Repubblica è
anche capo del governo. La politica Attuale
Capo dello Stato è Frederick Chiluba, al suo secondo mandato (non rinnovabile).
E’ stato eletto per cinque anni nel 1996, come l’Assemblea nazionale (150
membri), che detiene il potere legislativo. A questa si affianca la Camera dei
Capi, un corpo consultivo formato da 27 rappresentanti dei gruppi etnici. La
situazione politica è tranquilla, con lo stato impegnato ad applicare le
politiche di aggiustamento strutturale richieste dalla Banca mondiale e dal FMI
e con una notevole iniziativa politica sul
piano internazionale. Lusaka, ad
esempio, ha ospitato gli accordi di pace - purtroppo disattesi - per l'Angola,
ed è stata sede della conferenza africana che ha redatto la "Dichiarazione
di Lusaka" sul debito internazionale. Recentemente ha ospitato una
conferenza internazionale sull'AIDS nei Paesi in via di sviluppo, e sta
partecipando alle nuove iniziative per promuovere la pace nell'area dei grandi
laghi ancora in fermento. L'economia e l'insufficienza alimentare. L'economia
del Paese nei decenni passati è stata guidata dai proventi dell'estrazione del
rame. Il Paese è stato spinto a sfruttare questa ricchezza naturale e i
contadini hanno abbandonato l'agricoltura per andare a lavorare nelle miniere,
trasferendosi nelle città del Copperbelt, la regione del rame. Il crollo del
prezzo del rame (dovuto a vari fattori, quali la tendenza al ribasso dei prezzi
delle materie prime, l'eccesso di produzione e il sempre maggiore sfruttamento
delle materie plastiche) ha avuto pesanti conseguenze sull'economia zambiana. La
mancanza di industrie alternative al rame, si è accompagnata ad una agricoltura
per anni abbandonata e oggi insufficiente a soddisfare il fabbisogno
alimentare. Negli ultimi anni poi, è stata colpita da una siccità, a seguito
della quale cinque su nove regioni sono state dichiarate zone sinistrate. Le
risorse agricole alimentari attualmente consumate in Zambia, sono prodotte in
larga parte in Sud Africa e Zimbabwe. Gli sforzi del governo e degli operatori
della cooperazione internazionale sono concentrati in questo settore, ma non
sono ancora sufficienti. A questa situazione corrisponde una elevata
urbanizzazione della popolazione, ammassata nella capitale e nelle città del
Copperbelt, che aumenta la concentrazione e la diffusione dei problemi sociali
generati da una insufficiente erogazione di servizi: la insalubrità dell'acqua,
trasmette malattie infettive molto più velocemente nel contesto urbano che in
quello rurale, l'insufficienza del sistema scolastico favorisce nelle città il
fenomeno dei bambini di strada… I problemi sociali, la Chiesa cattolica e il
Governo La
povertà che rende insufficiente l’alimentazione, la mancanza di risorse per
offrire cure sanitarie a tutta la popolazione, e la diffusione dell'AIDS,
portano nel Paese la durata media della vita a 40 anni. E' terribile constatare
che in Zambia gli indicatori sociali, quali la vita media e la mortalità
infantile, negli ultimi quindici anni sono peggiorati. Piuttosto
impressionante è anche il dato del reddito medio. Espresso in dollari del 1987,
mantenendo cioè costante il valore dell'unità di misura, scende da 438 dollari
nel 1975, a 329 dollari nel 1985, e a 300 nel 1997. Il
prezzo delle politiche di aggiustamento strutturale, combinato con gli errori
del passato, pesa sulla popolazione, riducendone l'accesso ai servizi
fondamentali. Il sistema scolastico è largamente insufficiente: gli insegnanti
ricevono stipendi al limite della sopravvivenza, e alle famiglie degli studenti
la scuola chiede il pagamento di un’integrazione del finanziamento statale, che
è insufficiente a coprire le spese. Questo ovviamente esclude dall'istruzione
primaria una larga fetta della popolazione. Il governo ha impegnativi programmi
per l'istruzione (BESSIP) e per la sanità, che perseguono l'obiettivo di
coordinare una strategia comune degli interventi pubblici, privati e delle
organizzazioni non governative in campo sociale. La
società civile è molto vivace, e la Chiesa cattolica è pienamente inserita
nelle attività di controllo sociale. Due esperienze particolarmente
significative sono lo sviluppo del progetto SAP monitoring e la campagna
zambiana Jubilee 2000, per chiedere la cancellazione del debito. Il primo è un
progetto di monitoraggio sull'impatto delle politiche di aggiustamento
strutturale sulle condizioni sociali ed economiche delle famiglie zambiane,
condotto con interviste periodiche nei villaggi di diverse regioni. Il progetto
è promosso dalla rete delle ONG zambiane (laiche e di ispirazione religiosa), e
coordinato dalla Commissione Giustizia e Pace (CCJP) della Conferenza
episcopale zambiana. J2000 Zambia è una delle campagne meglio organizzate fra
quelle dei Paesi debitori, ed è coordinata dal Centro di Riflessione Teologica
dei Gesuiti a Lusaka (JCTR). La
Commissione Giustizia e Pace ogni anno, in occasione della discussione del
bilancio in Parlamento, pubblica un documento sullo stato del Paese e commenta
le scelte del governo. L'emergenza
grave di questi anni, è rappresentata dalla diffusione dell'AIDS. Su una
popolazione inferiore ai dieci milioni, si prevede di raggiungere la cifra di
un milione di orfani nell'anno 2000. Di questi, 700 mila avranno perso almeno
un genitore a causa dell'AIDS. Il debito Il debito ammonta a 6.758 milioni di
dollari, mentre era di 4.576 dollari nel 1985, ed è dovuto pressoché
interamente a creditori di natura pubblica: il 55% è dovuto a governi stranieri
e il 42% alla Banca Mondiale e al FMI. Il debito estero è due volte il prodotto
interno lordo, quindi i cittadini zambiani per riuscire a pagarlo dovrebbero
lavorare due anni senza mangiare o consumare alcunché, destinando ai creditori
ogni reddito ricavato dal loro lavoro. |