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IL GALLO CHE ANNUNCIA L'AURORA Vita e Messaggio del Profeta William Wade Harris (Costa d'Avorio) |
Verso la fine del 1913 un africano che viene dalla Liberia, entra in Costa d'Avorio
e percorre il litorale. Alto m.1,8O, corpulento, sguardo vivido, una folta
barba bianca, un bianco turbante al capo, un'ampia toga bianca solcata da una
stola nera incrociata sul petto. In mano gli strumenti della sua azione
profetica: una croce di legno e una bibbia, una coppa per battezzare, una
zucchetta piena di semi per ritmare il canto. Alcune donne lo accompagnano.
Inizi timidi: grande successo
All'inizio
ha scarso successo, ma giunto verso Sassandra, Fresco, la regione delle
lagune, folle numerose si accalcano per ascoltarlo. Egli parla con l'impeto
dei profeti dell'antico testamento. Con tono umile, ma sicuro, non parla di
sé, ma di Dio. Annuncia un Dio in cui tutti gli africani credono, ma che non
si è sottratto agli uomini, come dice la loro tradizione. Un Dio vivente che
li vede, li conosce, li ama e vuole occuparsi di ciascuno di loro. Un Dio
giusto, santo e geloso che non permette di adorare un altro Dio al di fuori
di sé. Coloro che lo ascoltano devono imparare a conoscere questo Dio, per
servirlo, adorarlo, amarlo.
Invito
ad ascoltare la Parola di Dio
Devono
soprattutto ascoltare la sua parola contenuta nella bibbia. Per questo è
necessario che imparino a leggere. Egli è solo il gallo che canta. Quando il
gallo canta non è ancora giorno, è solo l'alba. Il giorno sta per venire,
annuncia Harris. Egli annuncia la venuta dei bianchi della Bibbia., dei
missionari che un giorno verranno e annunceranno quella parola meglio di
quanto non sappia fare lui. Harris tuona contro i falsi dei, contro tutti i
culti inventati dagli uomini. A coloro che accettano la sua parola Harris chiede
di abbandonare i feticci e di bruciarli, poi li invita ad inginocchiarsi e a
prendere la croce tra le mani, uno per volta, confessando i loro peccati.
Pone la bibbia sul capo poi li battezza nel nome del Padre, del Figlio e
dello Spirito Santo. I battezzati costruiranno in seguito delle chiese dove
si riuniranno a leggere la bibbia, a pregare, consacrando a Dio il giorno di
domenica. La sua opera continuerà anche quando il profeta non ci sarà più.
Harris si paragona ancora al ragno che tesse la sua tela tra due rami o sotto
lo spiovente di una casa: la tempesta può abbattere l'albero, la casa, il
ragno può essere ucciso, ma la sua tela resiste .
Profeta
per rivelazione
Chi
è questo profeta? Possediamo di lui parecchie testimonianze di contemporanei,
soprattutto di missionari. La Società delle Missioni Africane (SMA) è
presente in Costa d'Avorio dal 1895. Nel 1896 si costruisce la prima chiesa a
Bassam. Nel gennaio 1914 padre Joseph Hartz trascrive nel suo diario un
incontro avuto con Harris nella missione di Grand-Bassam. E' il profeta
stesso che parla spiegando la sua vocazione, la sua missione, il contenuto
della sua dottrina. "Io sono profeta. Sono al di sopra di ogni religione
e libero dal controllo degli uomini. Dipendo unicamente da Dio per l'intermediario
dell'angelo Gabriele. Quattro anni fa fui svegliato improvvisamente durante
la notte (si trovava in prigione). Vidi l'angelo protettore sotto forma
sensibile sopra il mio letto. Per tre volte si percosse la sommità del capo
dicendomi: ti chiedo il sacrificio di tua moglie. Ella morirà ma te ne darò
altre che ti aiuteranno nell'opera che dovrai fondare.
I
sei scellini della moglie
Prima
di morire tua moglie ti consegnerà sei scellini, sarà la tua fortuna. Non
avrai mai bisogno di altro denaro. Con questi sei scellini passerai ovunque,
non ti mancheranno mai. Io ti accompagnerò ovunque e ti rivelerò la missione
alla quale ti destina Dio, il Signore
dell'universo che gli uomini non rispettano più. Dopo questa rivelazione
l'angelo rinnova le sue apparizioni e poco alla volta mi inizia alla mia
missione di profeta dei tempi moderni, dell'era della pace, di cui parla S.
Giovanni al capitolo 2O dell'apocalisse: pace di mille anni il cui avvento è
prossimo. Poco dopo mia moglie muore...mi preparo al mio compito di profeta,
con la preghiera, la lettura, lo studio della Bibbia. L'angelo mi
istruisce...sono inviato da Cristo, passo attraverso il paese guidato dal
soffio dello spirito, e parlo sotto sua ispirazione.
Riportare a Cristo le nazioni perdute
Devo
riportare a Cristo le nazioni perdute minacciandoli dei peggiori castighi
affinché si lascino battezzare e istruire dagli uomini di Dio, cattolici e
protestanti. Devo dare a questo folle il preservativo contro l'influenza dei
feticci.Devo far regnare il culto della legge naturale, dei precetti divini,
della domenica. Niente abuso di alcool, rispetto dell'autorità, tollero la
poligamia, ma proibisco l'adulterio. La folgore parlerà, gli angeli
castigheranno il mondo se non ascolta la mia parola, interprete di quella di
Dio. Il mio messaggio è per tutti, neri e bianchi.
Mandato per evangelizzare i fratelli
Harris
è profeta per rivelazione e per vocazione, come i profeti dell'Antico
Testamento: "non ero profeta né figlio di profeta... il Signore mi prese e mi disse: va profetizza al mio
popolo" (Amos 7,14-15). La sua
figura ha tutti i tratti di Giovanni Battista: "Convertitevi perché il regno
dei cieli è vicino". Harris è solo una voce che grida nella laguna
invitando i suoi ascoltatori ad accogliere il Signore che viene (Mat.3,2-3).
William Wade Harris è un Grebo della Liberia nato verso il 1865. A 16 anni
entra a servizio del rev. Jesse Lawry, un pastore metodista locale. Impara a
leggere e a scrivere in inglese e in Grebo ed è battezzato. Dopo qualche anno
ritorna a casa e si imbarca come docker sui battelli inglesi che facevano
servizio lungo la Costa occidentale dell'Africa. A 21 anni segue il fratello
nella chiesa metodista episcopaliana di capo Palmas e diventa predicatore e
istruttore alla scuola della missione. Come richiamo ha l'abitudine di
usare una bandiera inglese issata
sulla cappella. Questo non è che un segno dell'anglofilia sua e della sua
gente.
La rivelazione dell’angelo Gabriele
I
Grebo preferiscono la tutela inglese a quella americo-liberiana. Scoppiano
diverse guerriglie. Nel 191O, in una di queste rivolte, Harris è fatto
prigioniero. E' a quest'epoca che si situa la rivelazione dell'angelo
Gabriele che gli ordina da parte di Dio di andare ad annunciare il Vangelo ai
suoi fratelli della Costa.
Harris
parte. Lascia Garawe, suo villaggio natale, ed entra in Costa d'Avorio a
Tabou. Raggiunge Sassandra, Fresco, costeggia il litorale attraversando tribù
di pescatori e di contadini: gli Avikam, gli Alladian, gli Adjukru, gli
Ebrié, gli Anyi del Sanwi. Entra poi in Costa d'Avorio fino ad Axim, nella
regione degli Apollonien, poi ritorna sui suoi passi. Egli si ferma di solito
tre giorni per villaggio. Prima di andarsene designa tra i battezzati dodici
anziani e fra di loro "Pietro" il responsabile della comunità, il
capo-chiesa.
L'autorità,
e il nome del profeta, si diffonde in tutta la costa, e giunge all'interno
del paese. Comitive di persone partono dal Moronou, dal Bettié (regioni a
2OO, 25O km dal paese) per venire ad ascoltare Harris.
L'espulsione dalla Costa d'Avorio
Gli
adepti diventano sempre più numerosi. Scoppia la prima guerra mondiale. Gran
parte dei missionari cattolici devono rientrare. Sul posto restano solo sei
missionari per occuparsi di 8 missioni estese come mezza Italia.
L'amministrazione francese comincia a temere le ripercussioni del passaggio
del profeta che appare come fautore del protestantesimo. Per i locali
protestantesimo è sinonimo di inglese, cattolico di francese. Alla fine del 1914
Harris compare davanti al governatore di Bingerville che è costretto a
riconoscere che il movimento è di ordine puramente religioso e non politico.
Il profeta viene rilasciato, ma è invitato alla prudenza. Da allora Harris è
costantemente sorvegliato. Nell'aprile 1915 il governo coloniale decide
l'espulsione di Harris dalla Costa d' Avorio come misura preventiva, pur
senza potergli rimproverare colpa alcuna. Harris è a Port Bouet dove sta
predicando sulla spiaggia. L'ufficiale dell'amministrazione si avvicina al
predicatore e con molta correttezza gli comunica l'ordine di cessare la sua
predicazione e di ritornare in Liberia. Harris invita il popolo a non
opporsi, e senza porre domande, accetta il verdetto dell'amministrazione. Le
guardie lo accompagneranno per 5OO km fino alla frontiera. Morirà nel suo
villaggio natale il 23 aprile 1929, misconosciuto dai suoi.
Impressioni positive
Di
questo ultimo periodo abbiamo parecchie testimonianze. Ricordiamo un incontro
di padre Harrington, della Società delle Missioni Africane, che accolse
Harris alla missione di Grand Bess in Liberia. Il profeta gli raccontò la sua
vita, gli espose la sua dottrina, gli narrò le peripezie della sua espulsione
dalla Costa d'Avorio. Padre Harrington ebbe un'impressione fortemente
favorevole della sua personalità, della sua fisionomia, dei suoi gesti, e
continua:"la sua conversazione non rivela nessuna tara di intelligenza,
le sue maniere, la sua condotta, non lasciano trasparire nessun sintomo di
eccitazione nervosa o di isteria. Egli pare avere un sacro orrore,
un'ossessione per il feticismo.
Ma
non è affatto preoccupato di mostrare simpatie politiche... Posso affermare
che il suo orrore per il feticismo e la guerra che gli ha fatto, sono stati
di grande aiuto per la nostra missione di Grand-Bess"(1)
Un uomo che parlava di Dio
Che
cosa spingeva le folle ad andare verso Harris? Come mai comitive di persone
giungevano a lui dall'interno del paese facendo km e km in foresta?
Harris
non aveva né denaro, né potenza umana, non accordava né prometteva vantaggi
temporali. Harris parlava di Dio. Le testimonianze sono concordi. Il pastore
André Roux che ha vissuto in Costa d'Avorio tra il 1937 e il 1945, ha
incontrato parecchi anziani che avevano conosciuto il profeta. Ogni volta che
chiedeva loro: "Purché siete partiti?, otteneva sempre la medesima
risposta: siamo partiti perché ci è stato detto che sulla Costa c'era un uomo
che parlava di Dio."(1).
Il
messaggio di Harris era straordinariamente semplice e verteva essenzialmente
su due punti. Uno negativo: abbandonare le pratiche magiche e bruciare i
feticci. L'altro positivo: conoscere e adorare il Dio della bibbia che
comunica la sua forza nella croce di Cristo.
Affidarsi totalmente a Dio
L'africano
ha sete di Dio, ma il contenuto della religione tradizionale non soddisfa i
loro bisogni spirituali. Le loro tradizioni narrano come un tempo Dio
abitasse con gli uomini, ma che per colpa di quest'ultimi, Dio si è
allontanato. Da allora l'uomo si sente diminuito, solo, vulnerabile, davanti
al mondo degli spiriti e delle forze della natura: cerca di proteggersi, di
conciliarsi queste forze avverse con sacrifici di ogni sorta ai supporti
materiali di queste entità spirituali. Harris tuona contro questo. Invita a
lasciare i feticci e a rivolgersi al vero Dio, con preghiere semplici, canti
di lode.
Inculca
nei suoi ascoltatori una fiducia illimitata nella forza di questo Dio
superiore a tutte le potenze malefiche, origine di tutti i loro mali.
Come
nota il pastore Roux ancora oggi Harris continua a rimanere nel ricordo degli
anziani un messaggero di Dio, un testimone fedele della sua parola, una
figura di rara grandezza attraverso la quale rendono gloria a Dio.
Attualmente
l'Harrismo, con le sue varie suddivisioni,
conta circa 3OO.OOO seguaci.
1)
SMA XVII-66,1° trimestre 1977, pag.32.
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