Scoperta in solaio
Rovistando nel solaio
trovano un cofanetto: conservate con cura, una serie di lettere: la
corrispondenza che il prozio, padre Giovanni Battista Frigerio, inviava ai sui
familiari. Siamo negli anni '90. E sono i figli dei nipoti del padre che hanno
fatto la scoperta. Le lettere sono di cento anni prima: iniziano col viaggio in
Nigeria dello zio nel 1893 e terminano nel 1928, anno della sua morte. Padre Ozowa riprende vita
Data l’importanza del
ritrovamento e la fragilità del materiale, le lettere sono trascritte, protette
e accuratamente custodite. Si pensa subito a far conoscere i testi. Si prepara
una prima pubblicazione ad uso familiare. Così padre “Ozowa” (il nome datogli
dai suoi cristiani) poco alla volta riprende vita in mezzo ai suoi. Ora la famiglia ha deciso
di offrire questi documenti ad un pubblico più vasto, e ha dato alle stampe una
parte di queste lettere. Ne è uscito il libro che presentiamo. Un bel volume
con la foto del padre e di un suo catechista in copertina, una introduzione che
situa il padre nella storia dell’evangelizzazione della Nigeria ad opera dei
padri della SMA, una scheda sul Paese, le lettere commentate, e una ricca
iconografia d’epoca, carte geografiche che situano la missione.
Cingliale per la sposa
“Al mio arrivo ad Ezi un giovanotto, forte
come un bue, mi disse: “Padre Ozowa, ti prego di rimanere per almeno una
settimana, la mia giovane sposa Maria è ammalata tu l'hai battezzata fanciulla
a te guarda come all'unico padre, tu me la desti in sposa, purché tu rimanga ti
procurerò il vitto, benedici me e il mio fucile e prima che il sole torni sul
fiume porterò della carne per te e per i tuoi ragazzi; facemmo la preghiera in
comune, benedissi l'ardito cacciatore, visitai la sua Maria e rimasi con lei
mentre Martino munito di un coltellaccio prese la via del bosco. Verso le due
eccolo di ritorno. Lo riconobbi dalla voce. Accesi la candela e vistolo senza
fucile, tremante, lo interrogai; e lui: ‘'Nel folto della foresta… udii i
grugniti di parecchi cinghiali, mi appostai fra i cespugli, feci fuoco, tutti
fuggirono meno uno, deposi il fucile e presi il coltello e raggiunta la bestia
e feci per tagliarle la coda. (Il cinghiale è troppo grosso per essere portato
da un uomo solo, chi l'uccide ne recide la coda e con questo testimonio torna
al villaggio per chiamare chi l'aiuti) L'animale era soltanto ferito, al
contatto doloroso s'alzò d'un tratto e io scappai”.
Il padre riposa sotto la palma
Il padre aveva desiderato
essere sepolto sotto una palma che lui stesso aveva piantato a Illah. Gli
anziani non hanno dimenticato il suo desiderio e l’hanno trasmesso ai loro
figli. Così l’11 maggio 1980 giungono ad Incino, per chiedere le spoglie del
loro Padre Ozowa, il vescovo di Issele Mons. Antonio Gbuji, e Richard Egwele
rappresentante della comunità di Illah, entrambi battezzati da p. Frigerio. Il
pomeriggio di quello stesso giorno, mentre le campane suonavano a festa, p.
Ozowa ripartiva per Illah dopo 54 anni. Presentiamo alcune lettere di Padre Ozowa. Si ricordi che il padre scrive negli anni 1890/1910, con il linguaggio dell'epoca. Silvano Galli |