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1991 - 2001
Radio Espoir, la radio della diocesi di Grand-Bassan e di
Abidjan è stata inaugurata il 24 marzo 1991: è come per la data di nascita di
un bambino, non si dimentica”, mi ha spiegato la signorina Mélanie Acho, che
lavora a Radio Espoir dal dicembre del 1990 (era il periodo delle prove
tecniche) e che oggi è membro del “coordinamento dei permanenti”, incaricata
dell'accoglienza, della segreteria e della contabilità.
Candidati con diverse motivazioni
Ciò che importa, in una radio, non è principalmente la
potenza dell'emittente o le prestazioni del materiale: sono le risorse umane,
cioè il gruppo degli animatori, produttori e tecnici. Nel 1990 ha lanciato un
invito nelle cinque parrocchie del suo settore (cioè nelle immediate
vicinanze): “Coloro che vogliono dare qualche ora di lavoro gratuito a questa
radio che stiamo lanciando, possono presentarsi alla Parrocchia Sant'Anna di
Port-Bouet, muniti di una lettera di raccomandazione del loro parroco che li
presenti come cristiani impegnati”. I candidati sono stati numerosi: alcuni
erano felici di iniziarsi ad una tecnica moderna di comunicazione, altri erano
appassionati alla diffusione dell'insegnamento cristiano (partecipavano già
alla catechesi nella loro parrocchia). Era ben inteso che offrivano un servizio
gratuito.
Pasti assicurati e stipendi
Radio Espoir ha iniziato ad assicurare il pasto del mezzogiorno a coloro che erano in servizio in quell'ora. Poi ha dato loro regolarmente un piccolo stipendio. Radio Espoir diffondeva “annunci funebri” (annunci di lutto, orari delle cerimonie o del termine del lutto) e “annunci comunitari” (attività proposte dalle diverse associazioni, diffusione di cassette con canti religiosi...) La radio nazionale diffondeva già tali annunci, per i quali i richiedenti dovevano versare una somma che variava secondo la richiesta e la lunghezza dell'annuncio. Tutti hanno trovato normale che questo servizio procurasse delle entrare per Radio Espoir. Le persone potevano anche proporre “intenzioni di preghiera”: il nome e l'intenzione erano letti nel corso delle due recite quotidiane del rosario a Radio Espoir. Per queste intenzioni l'offerta è libera. Si è instaurato un sistema di ricevute e registrazioni per limitare al massimo le fughe di denaro. E Radio Espoir è stata allora in grado di pagare il trasporto in autobus ai titolari di un'emissione, e in seguito a versare loro una gratifica secondo il numero di ore passate alla radio. Una radio autosufficiente
La contabilità è oggi informatizzata e trasparente. E' gestita dalla signorina Mélanie Acho, che lavorava come contabile diplomata, prima di impegnarsi a Radio Espoir. Le entrate permettono l'autosufficienza in tutti i campi: funzionamento e anche investimenti in nuovi materiali. “Abbiamo ricevuto molto dall'esterno durante i nostri primi anni, e siamo riconoscenti a questi benefattori. Ma oggi, vogliamo trovare tutte le risorse sul posto “mi hanno confermato parecchi informatori” Le entrate permettono di dare lo stipendio ad una dozzina di permanenti, tecnici, segretarie e un redattore capo. Questi permanenti costituiscono la colonna vertebrale alla quale si aggiungono gratuitamente una trentina di tecnici e altrettanti animatori e circa duecento produttori, che assicurano gratuitamente un servizio di qualche ora mensile. “Ci preoccupiamo che queste persone abbiano altrove un'entrata per poter vivere. L'esperienza ha dimostrato che alcuni disoccupati erano soddisfatti di questo servizio gratuito... e non cercavano più un lavoro in città! Mi hanno spiegato. Un'esperienza di tipo nuovo
E' questa squadra che costituisce la “famiglia di Radio Espoir”, e che veglia per salvaguardarne lo spirito. “Siamo impegnati in un'esperienza di evangelizzazione di tipo nuovo. Vogliamo essere una presenza cristiana che penetra nelle famiglie. La nostra radio vuole dare la parola a numerosi cristiani che vivono qui per permettere loro di diffondere la loro testimonianza. Non dobbiamo fermarci alla nostra produzione, ma rimanere aperti al loro apporto, e suscitarlo continuamente “ripete P.Gianfranco. Anche protestanti, mussulmani o adepti delle religioni tradizionali ascoltano Radio Espoir...e non esitano a telefonare o a passare nella sede della radio, per manifestare la loro soddisfazione per tale o tal altra emissione. Inutile precisarlo: questa radio vuole essere ecumenica e rispettosa di tutte le denominazioni confessionali. Forse il numero degli ascoltatori protestanti e mussulmani diminuiranno nei prossimi mesi: lo Stato ha autorizzato (nell'agosto 1999) le denominazioni mussulmane, protestanti e cattoliche a dotarsi di una radio Club di amici sostentitori
Esiste un club di Amici di Radio Espoir: gli aderenti si impegnano a versare 500 F CFA al mese (1.500 lire). Così si sentono partecipi del lavoro di evangelizzazione realizzato da Radio Espoir. “Sono incaricato di tenere i contatti con loro, così come con i diversi benefattori, ai quali accusiamo ricevuta di tutti i loro versamenti. Devo anche occuparmi degli organismi che desiderano affidarci dei messaggi da diffondere”, mi ha spiegato il signor Vital Stanislas Balma, anche lui impegnato nell'avventura sin dall'inizio, e oggi membro permanente. I tempi forti delle emissioni? Dalle 5,40 alle 8 meditazione (di trenta minuti, presentata da sacerdoti che assicurano questo servizio permanente per una settimana), messa (in diretta da una parrocchia), rosario (con lettura di intenzioni di preghiera). Di nuovo rosario alle 20,30. Nel corso della giornata vengono diffusi quattro “insegnamenti” (spirituali, biblici, teologici) di trenta minuti. Queste trasmissioni sono intercalate da canti religiosi avoriani (numerosi compositori locali si rivolgono a Radio Espoir per far conoscere le loro opere). Una buona fascia oraria di trasmisisoni
Dalle ore 7 alle ore 9,30 viene trasmesso un radiogiornale accompagnato da annunci comunitari e funebri. Bisogna assicurare a queste trasmissioni una fascia oraria di grande ascolto poiché sono quelle che assicurano le maggiori risorse finanziarie. Nel corso della giornata, parecchie trasmissioni hanno come soggetto la cultura africana, problemi letterari e altri argomenti che riguardano la società, le donne, i giovani, la salute, l'ambiente ecc. Vengono diffusi anche indovinelli, concorsi o domande alle quali bisogna rispondere telefonicamente o per lettera. Si vuole che questa radio sia interattiva. Infine, ogni sera, dalle 21 alle 22,30, un sacerdote anima un dibattito, durante il quale gli ascoltatori possono intervenire telefonicamente (e sono sempre numerosi). Ogni mattina, dalle 7,05 alle 7,30, Radio Espoir trasmette la “rassegna dell'Africa francofona” della Radio Vaticana. Grazie ad una parabola e ad un decodificatore, si riceve dal satellite un segnale di eccellente qualità, che Radio Espoir diffonde in modulazione di frequenza, quindi con un grande ascolto. Trasmisisoni in dodici lingue
Tutte queste emissioni sono in francese che è la lingua
nazionale del paese, parlata da tutte le persone che hanno frequentato la
scuola. Questa lingua tiene unite le 60 etnie del paese... e gli immigrati dei
paesi vicini venuti a guadagnarsi la vita in Costa d'Avorio. Tuttavia, a Radio
Espoir ogni settimana si possono ascoltare trasmissioni in una dozzina di
lingue avoriane: quattro giorni alla settimana, a partire dalle ore 14 alcuni
catechisti leggono e commentano nella loro lingua le tre letture della successiva messa domenicale. “Anche le
persone che conoscono il francese ascoltano volentieri questi commenti nella
loro lingua, specialmente quando il catechista sa infiorare le sue spiegazioni
con proverbi e modi di dire tradizionali”
mi ha spiegato il signor Kessé Oulai, responsabile della produzione,
anche lui membro permanente. Come mantiene lo spirito di famiglia nella sua squadra
P.Gianfranco? Ogni mercoledì pomeriggio, c'è la riunione di valutazione, per
fare il punto sulla settimana trascorsa e sulla settimana seguente. Si
affrontano le difficoltà tecniche incontrate, i programmi non rispettati in
seguito al superamento dell'orario da parte di un animatore....o del vuoto
lasciato per la sua assenza. Si valutano i giudizi degli ascoltatori e si
decide quale trasmissione sostituire e perché.
Un'evangelizzazione per il terzo millennio
Padre Gianfranco ha lasciato Port Bouet per un servizio alla Direzione Generale della SMA a Roma. La radio continuerà a funzionare? “Siamo già abituati a lavorare soli: quando P.Gianfranco andava in vacanza in Italia eravamo noi che facevamo funzionare le cose. Abbiamo un'organizzazione ben rodata: ognuno sa ciò che deve fare” mi ha precisato Kessé Oulai. I permanenti e i membri della famiglia di Radio Espoir guardano all'avvenire con fiducia: si sentono ben equipaggiati per gestire questa istituzione vitale che è Radio Espoir, che ha come vocazione di permettere alla Chiesa di fare una evangelizzazione adatta al terzo millennio. Pierre Trichet |