| L'AFRICA E I SUOI MISTERI
Tre novelle di Flore Hazoumé
Con questa breve monografia dedicata a Flore Hazoume, giovane scrittrice della Costa d’Avorio, vogliamo offrire un esempio dei nuovi indirizzi e delle diverse sensibilità che la moderna élite africana presenta in campo letterario.
Nei racconti di "Cauchemars", come appare chiaramente nelle tre opere che abbiamo scelto di presentare nella traduzione di Silvana Bortoliero, si coglie come la tradizione culturale africana, che sta sempre comunque alla base della percezione delle cose, superati i traumi dell’assimilazione e della controassimilazione tipici degli scrittori di lingua francese, riveli interessanti suggestioni ispirate, a volte, alla letteratura anglosassone e commistioni di genere con la produzione internazionale. Questa ricca tradizione culturale è rivissuta e reinterpretata dalla personalità dell’Autrice con un sentire originale che si discosta dal classico approccio educativo per strizzare l’occhio a una letteratura di genere fantastico e "noir" di gusto decisamente internazionale e di intrattenimento. Lasciate a parte le preoccupazioni socio-politiche degli scrittori più impegnati e la nostalgia-desiderio per la perdita-transizione verso una nuova realtà che ancora non esiste, Flore Hazoume proietta le sue fantasie in un’atmosfera ricca e disincantata dove lo scontro tra mondi opposti è già stato felicemente superato e i personaggi che la popolano sono il risultato di un metissaggio che ne universalizza in un certo senso il carattere. Quel che muove questo suo universo sono le eterne forze che hanno da sempre mosso tutta l’umanità, sentimenti che nascono dal profondo quali l’amore, l’odio, la gelosia, la sete di potere, la violenza, la paura della vecchiaia e della morte, il desiderio di giustizia e di bene, la ricerca del piacere, il rifiuto del male, il bisogno del divino, la necessità del sacrificio, l’attrazione per l’inconoscibile…ma il brivido risulta quasi sempre dall’incontro coll’irrazionale, con quel misterioso fattore extraumano per cui esseri e cose, dotati di forze occulte, ingenerano orrore e fascinazione in quanto sono al di là dell’ordine conosciuto.
La scrittura spigliata e leggera, il senso della suspence, il finale a sorpresa, fanno di questi "incubi" una piacevolissima lettura "utile, futile e istruttiva," secondo la migliore tradizione dei racconti antichi.
I tre racconti sono introdotti da Ludovica Piombino che situa la scrittrice nell’ambito della letteratura francofona africana evidenziandone caratteristiche e originalità. Prima di ogni testo si trova una breve scheda di lettura ad opera di Mauro Armanino.
Nike Morganti
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