ALLA SCOPERTA DEL MALAWI

 

 

 “La sera capita spesso, nei villaggi, di sedersi in cerchio attorno al fuoco a chiacchierare. Mentre gli anziani raccontano storie antiche, le lingue di fuoco salgono dai ceppi accesi e portano in cielo le faville: le “Marawi”, da cui il nome del Paese Malawi.

Tutta l'Africa sub-sahariana è un continuo falò, specie quando è il tempo di preparare le culture  in attesa dell'indispensabile pioggia che rende fertili i campi e questo Paese non fa eccezione. Per questo anticamente, erano così importanti i "santuari della pioggia" sparsi su tutto il territorio dove si andava a offrire preghiere e sacrifici di animali in tempo di siccità.

C'è anche il grande lago, poi, che con i riverberi del sole si riempie di "stelle" o di "lingue di fuoco": forse anche questi fenomeni naturali hanno suggerito agli antichi abitanti della zona di scegliere questo nome poetico

Rifiutando la denominazione dei colonizzatori inglesi che l'avevano chiamata Nyasaland, la terra del lago, i malawiani in occasione dell'indipendenza del 1964, hanno voluto farsi un augurio: ritornare agli antichi splendori del passato impero, riadottando l’antico nome.”

Il Malawi , chiamato anche “il caldo cuore dell’Africa”-  come racconta  Luciano Nervi un missionario monfortano che ha trascorso 16 anni nel Paese -  per la tradizionale e calorosa ospitalità dei suoi abitanti,  è   un crogiuolo di popoli che  si sono mescolati e amalgamati in modo piuttosto omogeneo, a differenza di altri Paesi.

Nei testi che seguono padre Luciano ci accompagna   in un viaggio nel cuore di questo Paese dell’Africa australe,  per scoprire le bellezze del suo territorio, la storia dei vari popoli, la vita quotidiana della gente e contemplare insieme queste “fiamme che salgono verso il cielo”.