La grande spaccatura
C'è una spaccatura nella parte orientale
dell'Africa che parte ben più su a nord: dal lago di Tiberiade
in Israele, passa per il mar Morto, il mar Rosso, tocca la valle
del Nilo a Luxor, va a sud fino alle sorgenti di questo illustre
fiume africano e poi continua nei grandi laghi centrali fino a
terminare nel lago Malawi, le cui acque, tramite il suo emissario
Shire, si scaricano nello Zambesi. Questa enorme e lunghissima
crepa è chiamata in inglese, appunto, Rift Valley (la vallata
della spaccatura), dalle recenti scoperte archeologiche indicata
come la culla dell'umanità, e percorre il Malawi da nord a sud:
prima lungo il lago e poi nella vallata dello Shire. L'altezza
del lago e della pianura circostante è sui 400 metri, fino a
scendere a soli 38 metri sul livello del mare quando lo Shire
esce dal Malawi.
Il lago
delle stelle
Quando l'illustre viaggiatore David
Livingstone, risalendo dallo Zambesi il fiume Shire, arrivò nel
1859 a navigare su questa grande massa di acqua, e pur usando una
mappa del portoghese Candido nella quale c'era scritto che quel
lago si chiamava Maravi, chiese agli indigeni come si chiamasse.
Gli risposero nyasa, che nella lingua degli ayao - a quel
tempo i nuovi padroni del Paese - vuol dire "grande massa di
acqua", "lago" diremmo noi. Così il buon David lo
chiamò: il lago Nyasa - il lago-lago!- e Nyassaland fu chiamata
quella porzione di terra che poi divenne Protettorato inglese. Lo
definì anche "il lago delle stelle" per le sue acque
cristalline che riflettevano ogni bagliore proveniente dall'alto;
per poi pentirsi e chiamarlo "lago delle tempeste" dopo
essere stato sballottato da una delle burrasche improvvise e
tremende di cui è capace.
Con l'indipendenza è stato ribattezzato
lago Malawi, come la Nazione del resto, per riallacciarsi alla
storia del passato.
Pur non essendo l'unico - c'è pure il lago
Malombe, il Chiuta e il Chirwa - il lago Malawi ne è il re per
la sua grandezza. E' lungo 585 km e largo 80, nel suo punto più
esteso: è il terzo lago africano per vastità e il quarto del
mondo per profondità (704 metri, il suo punto più basso, 230
metri effettivi sotto il livello del mare) e rappresenta il 20%
dell'intero territorio della Nazione. La sua altezza media sul
livello del mare è di 474 metri ma ha delle variazioni cicliche
fino a scendere di 8-9 metri durante i periodi in cui la pioggia
è minima.
Da tempo immemorabile il lago ha dato
sostentamento alle popolazioni che vivono sulle sue rive. E'
sempre stato più pescoso al sud che al nord dove le acque sono
più profonde e più fredde. Sono più di 500 le varietà dei
pesci presenti tra i quali non è da dimenticare l'onnipresente chambo
che è il pesce più gustoso da mangiare e che Livingstone
aveva paragonato al più modesto "pesce di S. Pietro"
del lago di Galilea.
Intorno al lago, nella zona ovest e sud che
è compresa nei confini del Malawi, vi è un litorale che è
largo in media una ventina di km, fatto di depositi alluvionali,
che sale dolcemente fino ai piedi della scarpata che s'innalza,
spesso diritta, fino all'altipiano. Qui il clima è molto più
caldo, almeno una decina di gradi in più rispetto al resto fino
a giungere ai 30-35 gradi all'ombra in ottobre-novembre. Poi,
come ovunque, arriva la stagione delle piogge a rinfrescare
l'atmosfera. Il lago, naturalmente è sempre lo stesso, ma le sue
rive sono in continua trasformazione.
Spiagge e
canoe
Finalmente tutta la costa ovest del lago ora
è percorribile su una strada asfaltata. Karonga è la prima
cittadina che si affaccia sul lago discendendo da nord. E' un
luogo di grande significato storico: è stata la capitale
dell'impero "Maravi", la sede dell"African
Lakes Corporation"; Mlozi, il sanguemisto arabo gran
trafficante di schiavi, vi aveva posto il suo quartiere generale;
fu la testimone della guerra che tedeschi e inglesi si fecero nel
1914.
Scendendo verso sud si arriva alla
deviazione che sale verso Livingstonia: un'antica missione
fondata dal dr. Laws, dei missionari protestanti scozzesi, che
conserva poco del passato. A pochi km di distanza c'è Manchewe,
la cascata più alta del Malawi: un fiume che nasce sul Nyika qui
fa un salto di 275 metri in una fragile cortina dacqua.
Nkhata Bay è l'altra cittadina della
litoranea che si incontra, sempre nella regione nord del Paese.
Niente di speciale ma, poco oltre, la strada si incunea in una
foresta di alberi della gomma che dà una fragranza particolare a
tutta la zona. Una piantagione in cui sono all'opera parecchi
lavoratori: il lattice è esportato in Inghilterra.
Al largo di Nkhata Bay, in acque portoghesi,
c'è l'isola di Likoma che però è territorio del Malawi. E' uno
splendido posto su cui troneggia un'enorme chiesa, costruita dai
missionari anglicani, che è diventata un monumento nazionale. Si
accede con la motonave Ilala che settimanalmente compie il giro
del lago. Attualmente non c'è ancora un alloggio decente per i
turisti.
Grotte e
baie da sogno
Dopo aver superato Nkhotakota, la più
grande tradizionale città africana del Paese, si passa presso i
confini di una immensa "game reserve" dove però per la
conformazione collinare del terreno è abbastanza difficile poter
ammirare gli animali ivi presenti. Si arriva poi nella grande
pianura di Salima dove si coltiva mais, tabacco, cotone e canna
da zucchero. Siamo ormai nella regione centrale. Salima, in se
stessa, ha poche attrazioni per il turista, ne ha di più la sua
spiaggia che si raggiunge dopo aver superato, su una buona strada
asfaltata, un immenso dambo (terreno paludoso) dove mucche
e bianche egrette vivono in simbiosi.
A Cape Maclear, così chiamato da
Livingstone in memoria dell'astronomo sir Thomas Maclear suo
contemporaneo e residente a Città del Capo, si trova il primo
parco nazionale dacqua dolce al mondo. In concreto
comprende una buona parte della penisola Nankhumba, che si
proietta nell'estremità sud del lago a dividerlo in due rami, e
una striscia dacqua, larga un centinaio di metri, che bagna
le sue rive. Colline ricoperte di foresta primaria si affacciano
su grotte e su baie che racchiudono il blu iridescente di quelle
purissime acque.
Pesci a
volontà
La riva che dal Cape va fino a Mangochi (in
italiano si pronuncia Mangoci), dove il lago si è già
trasformato nel fiume Shire, c'è tutta una serie di baie e di
insenature, una più bella dell'altra. Da Monkey Bay, dove parte
la motonave Ilala per il suo giro settimanale del lago, a Maldeco,
dove funziona l'unica compagnia di pesca governativa che ha la
sua ammiraglia nella Crystal Lake (Lago di cristallo, i
titoli onorifici di questo lago si sprecano!) una nave da pesca,
attrezzata con un'enorme rete, proveniente, a pezzi, dalla Scozia
e qui messa insieme.
Dal Club Makokola al Nkopola Lodge, due
splendidi hotel in cui passare i fine settimana.
Di fronte al Makokola c'è Bwadzulu,
un'isoletta stupenda pure lei eletta a Parco Nazionale, sede
indiscussa di innumerevoli cormorani e anitre selvatiche. Se ne
stanno lì, ritti sugli scogli, a guardarti con il becco aperto e
il gorgozzule in continuo movimento... Sul retro dell'isoletta
vive una colonia stagionale di pescatori accampati molti
primitivamente: non possono costruirvi delle capanne essendo
degli abusivi. Da secoli i loro antenati hanno qui risieduto
temporaneamente e non vedono perché loro non possano fare
altrettanto.
Al villaggio di Namiasi, (la traduzione
letterale è "luogo del sangue" perché anche qui gli
schiavi erano incatenati a un grosso baobab in attesa del
trasbordo all'altra riva) il lago diventa il fiume Shire. Per una
ventina di km rimane tale, bagnando la cittadina di Mangochi, e
poi si allarga nuovamente per diventare il lago Malombe. Questo
tratto di fiume, in determinati periodi dell'anno, diventa
pescosissimo perché i pesci scendono nel Malombe, molto meno
profondo e dalle acque più calde, per deporvi le uova. E' il
periodo in cui la pesca è proibita, altrimenti il patrimonio
ittico si assottiglierebbe paurosamente. Qui i pescatori, pur
pescando con le reti tirate a mano, sono diventati di
unefficienza notevole: assoldano tuffatori che stanno
sottacqua per parecchi minuti perché posizionino le reti fin sul
fondo del fiume e così imprigionano ogni pesce che sta passando.
Ippopotami
e coccodrilli
Quando il Malombe diventa di nuovo fiume
Shire, inizia il Parco Nazionale di Liwonde che finisce al
barrage di Liwonde. Sono due lunghe strisce di terra, quella ad
est è molto più grande, che seguono il corso del fiume e che
sono ricche di diversi habitat: lagune, stagni, canneti (dove
cresce ogni genere di piante acquatiche tra cui il papiro la fa
da padrone) e terre alte (regno della foresta primaria). I re
dell'acqua sono i soliti: coccodrilli e ippopotami.
Sulla terraferma del parco invece chi
comanda è il solito elefante, il leone e il leopardo. Le vittime
designate dei carnivori sono le solite antilopi e gazzelle varie:
le vedi, sia di notte sia di giorno, in continuo movimento e
all'erta; non hanno un momento di pace, sempre possono essere
prese di mira da un predatore.
Dopo Liwonde lo Shire scende in certi posti
dolcemente in altri a cascate verso la pianura di Chikwawa,
Bangula e Nsanje dove si perde in anse sonnolente quando non si
alza a dismisura ad allagare i campi circostanti, e fluisce
tranquillamente, ormai in territorio del Mozambico, a gettarsi
nello Zambesi. Sulle sue sponde sono state delimitate altre
riserve per animali, quella di Majete e quella di Mwabvi, e c'è
pure un altro parco nazionale, quello di Lengwe. Un piccolo
Stato, il Malawi, ma che cerca con ogni mezzo di salvare la sua
flora e la sua fauna.