CLAN E VILLAGGIO

All'interno del gruppo familiare il concetto di "fratello" non è limitato ai figli di una stessa madre ma allargato a quelli che noi chiamiamo cugini e a tutti quelli che hanno una relazione con un comune antenato. Così il concetto di "padre" e "madre"  include tutti gli zii, le zie, i nonni ecc. I giovani sono a servizio dei più anziani, quindi più sono in tanti e più i vecchi avranno una vecchiaia assistita.

Ogni gruppo familiare è in relazione con altri con cui ha in comune lo stesso antenato fondatore, e insieme formano il clan denominato con uno stesso nome, ad esempio gli Abanda, gli Amwalo.... Nessun matrimonio è permesso all'interno del clan, per evitare qualsiasi pericolo di consanguineità, anche se i suoi membri si sono dispersi ai quattro venti.

Il villaggio è composto da vari gruppi familiari che hanno deciso di vivere insieme sotto l'autorità di un capo. Questi lo è per diritto ereditario ed esercita la sua autorità circondato dagli anziani che lo consigliano: in fase di discussione ognuno può dire tutto quello che pensa e il capo ascolta tutti i pareri pazientemente, quando poi lui decide tutti devono obbedire allo stesso modo, anche quelli che la pensavano diversamente. Fino a qualche decennio fa il villaggio era solo un posto temporaneo dove stare: quando la terra coltivata era esausta, si cambiava posto, sempre possibilmente vicino a un fiume con possibilità di terreno fertile e bosco dove raccogliere legna per il fuoco. La terra è di tutti, data in dono da Dio agli antenati: è il capo che la distribuisce alle famiglie; non c'è diritto di proprietà: fin che la coltivi è tua, se non lo fai più la terra ritorna al capo. Ora che non c'è poi tanto posto per spostarsi e c'è a disposizione il fertilizzante, si è diventati più stanziali.

L'infanzia

La madre africana è molto orgogliosa del suo piccolo. Se lo tiene vicino notte e giorno, di notte facendolo dormire accanto a sé sulla stuoia, di giorno portandoselo sulla schiena avvolto in un pezzo di stoffa: pelle contro pelle, al sicuro da ogni pericolo in cui incorrerebbe se fosse messo in terra - ragni, serpenti, topi ecc. - il piccolo partecipa a tutto il faticare di sua madre mentre lavora nel campo o pesta il mais nel mortaio o porta pesanti fascine di legna e pure quando balla e si diverte. Ha una pazienza sconfinata: per lui non c'è mai un rimbrotto o uno scatto d'ira. Per due anni buoni lo allatta al seno introducendolo pian piano ai cibi solidi. Lo lava ogni giorno all'aria aperta e lo fa asciugare al sole, lo unge frequentemente con olio vegetale perché la sua pelle non si screpoli, gli attacca alla vita con uno spago amuleti vari, avendo cura che questi si piazzino vicino agli orifizi che sono la via seguita dagli spiriti per entrare nel corpo, per tener lontano malocchio e malattie, con aggiunta di perline colorate per impetrare la fertilità se è una femminuccia.

E' molto atteso il primo dente: se spunta prima quello sopra è un segno di sfortuna. Nei vecchi tempi quel bambino sarebbe stato soppresso perché da grande sarebbe diventato uno stregone, un fattucchiere. Solo dopo il primo dente sua madre lo mette sulle spalle della sorellina, se ne ha una, e così il bambino si stacca lentamente da lei che presto dovrà curarsi di un nuovo figlio che è già in viaggio. E lui pian piano entra nel gruppo dei suoi coetanei e impara ben presto ad essere autosufficiente, a ritornare a casa solo la sera per partecipare all'unico pasto della famiglia. I giocattoli se li costruisce da solo: basta un po' di filo di ferro e si costruisce un'automobilina, un cerchio di bicicletta ...per le bambine è sufficiente un mango per trasformarlo in bambola da portare sulla schiena...

Per tagliargli i capelli la madre gli dà in regalo un uovo; un’usanza degli Ayao. E poi lui, rapato a dovere, corre nei campi a incontrare i compagni che lo deridono cantando:

Che brutta pelata
Chi è che
fa diminuire i polli
mangiando le uova?
Come sei brutto
è meglio avere sulla testa
un mucchio di capelli

Sempre tra gli Ayao, quando cade la prima pioggia, i ragazzi si mettono a danzare all'aperto cantando:

La pioggia sta invadendo il paese:
chi non resta bagnato dalla prima pioggia
verrà stregato
e prenderà il raffreddore
ad ogni goccia d'acqua
caduta dal cielo!

Se il feto nasce morto oppure nei primi giorni di vita il bambino muore prima di aver ricevuto il nome ed essere stato presentato alla famiglia, non è considerato come una persona e viene seppellito a fior di terra dalle donne del villaggio in forma privata, altrimenti la madre diventerebbe sterile o le si gonfierebbero le gambe: gli animali selvatici lo dissotterreranno e se lo mangeranno. Non è raro vedere vagare per il villaggio un cane macilento con un pezzo del corpicino in bocca: gli si lanciano sassi perché vada a divorarselo altrove.